Il fascino del tempo
C’era una volta un tempo che non si misura con gli orologi. Un tempo che resta sospeso tra velluti consumati, specchi antichi e profumi che raccontano storie dimenticate.
Un tempo che si posava sulle cose come polvere d’oro, che accendeva i ricordi e ammorbidiva gli angoli della memoria. Quel tempo ritorna ogni inverno, quando le giornate si accorciano e i desideri si allungano.
Abbiamo scelto di raccontare lo scorrere inesorabile del tempo in tre atti, tre interpretazioni olfattive capaci di condurvi verso un ricordo lontano o verso qualcosa di intangibile, familiare, che forse deve ancora compiersi. Il Passato è un profumo che brucia lento, come un ricordo che non vuole spegnersi. Il Presente è movimento: corre, brucia, invita ad agire. Il Futuro è gelido e luminoso, sospeso tra attesa e destino.
Il suo profumo è ovunque, se sai dove cercarlo. Preparati a viverlo, istante dopo istante.
Le tre fragranze
Passato
Un salone veneziano avvolto da velluto rosso carminio, dove la luce dorata dei candelabri danza lieve sulle cornici impolverate di ritratti dimenticati. Le ore scorrono al passo di un valzer, mentre una mano guantata affiora dal tempo, sfiorando una lettera d’amore nascosta tra le pagine di un libro. Così comincia un racconto intriso di nostalgia, come una sera all’opera che indugia, lenta, prima del suo ultimo applauso.
Note olfattive: fresia, latte di cocco, cipria, tuberosa, calicanto, gelsomino, the bianco, legno di sandalo, legno di cedro.
Presente
Tra le vetrate appannate di un giardino d’inverno, il presente si svela in silenzio. La luce, smorzata dal vetro, accarezza i resti di un fasto ormai svanito: una tavola imbandita con uva matura e melagrane, un pianoforte scordato, candele quasi spente che ancora sussurrano un’ultima eleganza. Su una sedia, dimenticata, una chiave d’ottone attende il coraggio di un nuovo inizio. È il tempo che si arresta, incerto tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere.
Note olfattive: succo di melagrana, bergamotto, accordo melograno, gelsomino, petali di rosa, succo d’uva, legno di melograno, bacche di vaniglia.
Futuro
In una biblioteca nascosta al tempo, i minuti si posano come polvere d’oro, mentre la sabbia scende lenta in una clessidra dimenticata. All’improvviso, un telefono squilla, eco lontana di parole mai pronunciate, di auguri rimasti nell’aria. Davanti a uno specchio antico, il volto si dissolve: rimangono pensieri, visioni, possibilità. Così il futuro si manifesta: senza volto, ma con mille voci.
Note olfattive: geranio, foglie di patchouli, cumino, accordo di sottobosco, cuoio, muschio di quercia, oud, ambra, legni scuri.
